MIGRANTI EXODUS

Progetto Migranti
VOCI IN VOLO
a cura di Patrizia Nicola

Attraversate dai raggi del sole o inghiottite dall'oscurità delle notte, fragili barchette di carta riflettono i mille viaggi senza né certezze né facili approdi... colori primari graffianti per paesaggi naturali e urbani, per l'azzurro Mare, vortice e miraggio, ponte immaginario tra una vita a brandelli e un'ipotesi di rinascita... mentre un bianco evanescente cancella ogni nota personale nelle immagini umane appena tratteggiate... corpi di migranti dalle lunghe braccia protese, quasi in volo, verso le nostre ambite coste, un tempo lidi di partenza per altri continenti indicano il limite sottile tra sogno ed incubo, tra la possibilità di reinventarsi e l'anonima sparizione tra i flutti...
La memoria di un secolo di migrazioni italiane, di sogni ed esperienze a cui attingono le nostre radici è offuscata da indifferenza e oblio, da rimozioni e infauste restrizioni, ma ogni giorno, se solo apriamo la mente e lo sguardo si ravviva e rinnova nei mille volti di uomini, donne e bambini che tentano l'approdo, che, quando la fortuna li assiste, sbarcano dai gommoni.
Sia protetti da comode case, che in balia del mare in tempesta, siamo tutti "in volo" tra il sonno e il risveglio, in un equilibrio precario tra vita e morte, tra il presente e il domani che solo la condivisione e il rispecchiamento nell'altro rende accettabile.

MIGRANTI EXODUS

Storie migranti e memorie a colori
di Beppe Gromi

Andare, spostarsi, partire, fuggire, dimenticare, ricordare, ritornare e poi ancora e ancora in un esodo continuo che da sempre accompagna l'uomo. Volti e sogni, sguardi e radici, spavento, minaccia, denaro e sangue, sudore e fuga, mani e piedi, morte, po' di fortuna e sogno di una vita migliore. Quasi sempre solo un sogno. Che spesso si interrompe.
Il progetto dedicato ai "nuovi" migranti nasce dalle testimonianze di chi è sopravvissuto al viaggio, nel ricordo di chi non ce l'ha fatta e ripercorre le tracce, si sposta nel tempo, lungo le scie della nostra storia di migranti. Dalle tavole a colori alle tavole del palcoscenico, il progetto bidimensionale diventa spettacolo tetrale(Senza voce, senza terra, soli.) , e debutta al Salone del libro di Torino nel 2009 con le splendide attrici di Fabula Rasa: Francesca Carnevali, Veronique Esteve, Laura Malaterra, Esther Ruggiero, la partecipazione di Sonia Aimy e la musica dal vivo di Roberto Agagliate e la regia di Beppe Gromi.

In collaborazione con il Concorso Lingua Madre e Assemblea Teatro.